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yoga4.PREMESSA:In questa nota si prendono per buoni gli artifizi psicanalitici che vengono utilizzati per spiegare alcuni fenomeni che sconfinano in molte occasioni nell'occulto.Tuttavia questa simulazione si rende necessaria per spiegare in maniera semplificata l'assonanza dell'ipnosi con la meditazione trascendentale.   

L'ipnosi e la MT : La diffusione della meditazione , è  verosimilmente  dovuto alla sottovalutazione dei rischi  di una disciplina  che  sotto l’abito della ginnastica troppo spesso  nasconde rischi spirituali e psichici.

Lo yoga  nell’immaginario collettivo   è noto  principalmente sotto due forme  , una apparentemente ginnica e l’altra in una prospettiva più  marcatamente meditativa /spirituale .

Tuttavia contrariamente a quanto si pensi  l’elemento meditativo  è quasi sempre  presente nello yoga anche  ginnico , anche se  non è sempre  così palese e riconosciuto come tale.

 

Quello che va specificato è che lo yoga; con la sua parte meditativa  introduce  a rilassamenti simil ipnotici  e  con  la sua sua parte  ginnica ci si avvicina   in   maniera lentamente  crescente   alla spiritismo kundalini, grazie alla familiarizzazione  con il concetto  spirituale di prana  presentato in occidente  sotto  il nome di energia vitale.

 

 

L’ipnosi

L’ipnosi  “nasce” come una tecnica privilegiata per scambiare informazioni tra  un soggetto conduttore  e soggetto passivo  in deficit di vigilanza.

Il deficit di vigilanza (mentale) si ottiene nel soggetto passivo distraendo il suo emisfero dominante per accedere al suo emisfero non dominante ( chiamato in psicanalisi inconscio).

Si può ottenere uno stato ipnotico in un soggetto avvalendosi dell’ausilio di tecniche verbali (Milton Erickson) oppure  inducendo il paziente   a fissare la sua attenzione all’esterno da sé  ( spirali , oggetti etc)   o all’interno di   sé (Vuoto mentale , punti  immaginari etc) fino ad ottenere una distrazione dell’emisfero dominante.

L’ipnosi ha l’ effetto accessorio di far percepire al soggetto una sensazione che dissimula un benessere nella mente , tale sensazione   è  indotta di fatto da uno scollamento  artificioso dalla realtà .

 

 

Meditazione e simil ipnosi

La meditazione yoga conosce nell’alienazione della mente uno strumento per ottenere un stadio di estasi mistica.

Ciò che i più non sanno  (insegnanti compresi) è che per ottenere il rilassamento mentale , la meditazione ricalca  molto da vicino tecniche ipnotiche.

 

 

 

Quello che avviene   in   occidente è che lo yoga viene diffuso  , anche in buona fede (che poco sanno sul suo lato occulto), da improvvisate  e euforiche  maestre yoga , spesso, nostre vicine di case, nostre amiche , nostre colleghe e i nostri figli a  loro vengono affidati .

 Così  parole della tradizione induista  (dharana , samadhi  etc) che agli occidentali poco dicono sugli stati di coscienza alterati  trovano, nelle nostre palestre  yoga, nella parola  meditazione un’equivalente terminologico  ,”più commestibile “  ai corsisti  occidentali .

Ciò che realmente conta al di là dei termini è che la meditazione ricalca tre momenti fondamentali  dell’ipnosi.

 

1)      La ricerca della comodità  posturale (in questo caso da parte dello yogi )

2)      Il controllo del respiro per  il rilassamento

3)      Il ricorso ad artifizi per l’isolamento della mente dalla realtà esterna (immedesimazione con l’Io interiore ,  creazione del vuoto mentale, fissazione del’attenzione su punti od oggetti,  ripetizione meccanica e continuativa di parole brevi etc)

Gli  stati  di alienazione , in questo caso , sono ottenuti tanto più facilmente,  in quanto la partecipazione emotiva  dei praticanti yoga  è sensibilmente più elevata di quelle dei pazienti ipnotizzati.

 

 

Dallo  testo integrale yogasutra di patanjali  :

 

 

 

1.Dharana, o concentrazione, è il fissarsi della mente sull'oggetto su cui si medita.

2. Dhyana è l'ininterrotta fissità della mente sull'oggetto.

3. Samadhi si ha allorché, la mente si unisce all'oggetto.

4. Questi tre, applicati insieme - dharana, dhyana e samadhi - formano samyama, o equilibrio, che si consegue allorché, scompaiono soggetto e oggetto.

5. Padroneggiando tutto questo, [emerge] la luce della somma consapevolezza.

Dal libro yoga per tutti

Dharana:

Si sceglie un oggetto su cui focalizzare l’attenzione (una candela , un suono , una parolaetc)  .

La concentrazione viene interrotta di frequente da pensieri e distrazioni .

Si osserva con distacco il pensiero o la distrazione e poi si ritorna alla concentrazione sull’oggetto immaginato.

Dhyana:

Si focalizza l’attenzione su un oggetto fino a quando non vengono eliminate tutte le possibili interruzioni o distrazioni mentali. La mente è completamente calma e non esiste la consapevolezza tra lo yogi e l’oggetto della sua concentrazione.

Samadhi:conoscenza diretta dell’Io più elevata.

E’ questa la fase in cui lo yogi è completamente fuso con il suo “Io”, un ‘identità che avverte se stesso separato dal tutto , con cui c’è invece collegamento diretto e unione.

dal libro “yoga per tutti”

 

 

Dallo  testo dello yogasutra :

Si deve ripetere e meditare sull'AUM.

29. La ripetizione e la meditazione sull'AUM comportano la scomparsa di tutti gli impedimenti e il risveglio della consapevolezza rivolta all'interno.

 

Dal libro yoga per tutti

 

Mantra

Se si utilizza un mantra , lo si ripeta mentalmente , e si faccia in modo di coordinare la ripetizione con il respiro. ………… La ripetizione condurrà a un pensiero puro , in cui la vibrazione sonora si fonde con quella del pensiero , senza la consapevolezza del suo significato.

 

Il rischio mondano  concreto   è quello di  una dipendenza   da queste pratiche simil ipnotiche  a cui si ricorrerà ad ogni momento di debolezza psicologica per ottenere un’alienazione dalla realtà nella prospettiva di un benessere artificioso.

Il rischio spirituale è la possessione diabolica nella gestione auto- deterministica  della propria coscienza, che invece è la voce di Dio in noi.


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