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Esistono, sicuramente, degli oeratori delle scienze umane che si antepongono a Dio.
Forse il caso più diffuso e anche di gran lunga  il più sottovalutato è il caso dello psicologo.
Certo questa scienza   è approssimativamente neutra spiritualmente, ma se poi si va a vedere la pratica comune, molti psicologi di cristiano non hanno nulla, anzi, alla luce della fede  molti psicologi assomigliano a dei ministri terreni che presumono di curare i pazienti  e i loro problemi, spesso, connessi alle concupiscenze prescindendo da Cristo.

E', sempre, importante tener presente, prima di disquisisire brevemente sulla tematica, che i vizi capitali hanno pincipalmente una medicina:
L'EUCARESTIA ovvero il corpo di CRISTO.

Chi pretende di guarire un paziente affetto dai vizi della gola (alcool), dall'ira (violenza), dal'invidia o dall'avidità (rancori o attaccamenti) o da gravi schiavitù  ( come la droga) senza l'aiuto di Cristo e delle modalità che lui, da Dio, vuole donare a noi è un millantatore.


Non per questo la psicologia è in sè una scienza contro Dio, anzi può essere utile ma senza comprensione delle dinamiche del male, lo psicologo è incompetente nel dare una mano ai figli di Dio, può solo brancolare nel buio  e improvvisare di volta in volta delle cure che cambiano da studioso a studioso e che, spesso, si rivelano inadeguate a colmare il vuoto di suoi pazienti  che soffrono, e che magari, hanno la necessità, semplicemente,  di sentire il grande desiderio nel loro cuore Gesù (che è felicità immensa) e poi di essere curati psicologicamente.

Un psicologo che non è in Cristo è impossibilitato a dare una speranza di felicità ad un malato.




Infatti, esiste prima di tutto un guaritore dei nostri mali interiori, (se questi sono dovuti al peccato ) , che è Cristo che attraverso il suo ministro ci aspetta nel confessionale, e poi la grande medicina per  noi  è sempre  l'Eucarestia che ci sostiene nelle nostre debolezze e ci dà la più grande mano nel combattimento con tutte le passioni ai vizi capitali connesse.



Non è indifferente, quindi, per chi è debole spiritualmente o psicologi-camente, partecipare alla Messa anche quotidiana.
A questo si deve aggiungere che molte suggestioni sul futuro proven- gono dal maligno così come alcune ossessioni.

Ecco perchè il percorso psicologico non può prescindere da quello di Fede nè a maggior ragione escluderlo.


Importante, poi, sottolineare che teorie bizzarre psicologiche
che inducono al male i pazienti sono, ovviamente, da escludere, della serie chiodo schiacciachiodo, quindi uno psicologo che presuma di risolvere i problemi esistenziali avvallando o inducendo egli stesso a violare il sesto comandamento (convivenze  more uxorio, sesso al di  fuori del matrimonio consacrato, masturbazioni terapeutiche etc etc etc) altro non è che un truffatore spirituale che può solo peggiorare lo stato interiore del paziente,visto che il peccato mortale lega gli uomini al maligno, e come ben si sa, notoriamente il maligno non è un gran dispensatore di felicità nei nostri cuori.




Dobbiamo, sempre, sapere che un Dio misericordioso è il nostro Gesù e chi vuole escluderlo nel percorso che conduce alla vera felicità non è che un millantato guaritore o se preferite un povero fesso utile al demonio.
 

DIALOGO TRA IL DIAVOLO E LO PSICOLOGO
massoneriaDA :     BABYLON CITY

Dietro di me altri uomini e, siccome la stanza si riempie quasi subito, vengo spinto dalla calca fin vicino al serpente tanto da sentire nitidamente ogni  parola che questo  rivolge alla vittima:         
le conoscenze, che i tuoi studi  ti hanno fornito, ti fanno migliore di quello che tu stesso, modestamente,credi; un’umiltà, fuori luogo, ti governa e, questo, non si addice a chi vuole guarire i mali interiori e psichici del suo prossimo; certo, questa tua umiltà ti fa onore, è una corona alla tua persona ma, adesso, è ora di metterla da parte. 
Tu, mio amico, da psicologo, sei chiamato ad un grande compito, quello di guarire tanti uomini e tante donne dai loro mali; sicuramente, molti di loro saranno ignoranti e andranno aiutati nonostante siano nemici di loro stessi ma tu, ugualmente, li aiuterai perché so che in te alberga un’umanità innata.
Insomma è ora di soccorrere il tuo prossimo che, spesso, sarà ottuso, magari bigotto o credulone ma tu comprendilo: non ha le tue conoscenze.        
Lascia pure che i tuoi pazienti credano che il loro aiuto viene da Dio ma consigliali bene in forza di tutti i libri che ti hanno formato e, questo, lo dovrai fare per salvarli dai loro vizi, dai loro mali, dalle loro tristezze.  Non lasciarti condizionare da credenze illusorie che corrano parallelamente alle tue cure, siano i tuoi rimedi a guidare al benessere mentale, e spirituale, i tuoi pazienti;  i quali solo su di te devono contare e non su vani rimedi religiosi che dignità  tolgono alla tua professione.          
A questo punto il discorso del serpente sembra terminato e cerco di uscire ma la porta, da cui sono entrato, è chiusa e, così, rimango ancora fermo immobilizzato dalla calca di persone che ascolta attentamente il serpente.     
Tutt’un tratto, con mio grande stupore, l’uomo comincia a parlare con il serpente e gli dice:
ma io credo in Dio, anche la mia famiglia  credeva in Cristo  e loro a Messa mi ci portavano sempre quando ero piccolo.”    
Così guardo immediatamente il serpente e penso in cuor mio che l’intellettuale è scampato al pericolo.
 Il serpente, però, ricomincia, anche più sereno di prima, quasi aspettasse quest’obiezione:          
ma scherzi? Dio esiste! Più che altro di impedimento alla guarigione di ogni uomo sono tutti questi comandamenti sessuali, precetti ecclesiastici, digiuni e astinenze.
Poi guarda, hai conoscenze a sufficienza per esserci arrivato da solo, all’ovvia conclusione,che l’uomo si è costruito da solo la sua infelicità dopo essersi incatenato con le sue stesse mani con quei lacci  che altro non sono che ordini di  altri uomini.
 In fondo, le tue fatiche universitarie  dovrebbero averti fatto  ben comprendere  che i mali interiori  dell’uomo non trovano   rimedio in Cristo ma negli studi che tu hai affrontato con grande serietà; studi che, a volte, possono andare contro quelle che sono le disposizioni della Chiesa sulla vita personale dei singoli; vedi,  per esempio, le miserie delle convivenze forzate tenute artificiosamente in piedi  da semplici vincoli ecclesiastici, o gabbie antico-testamentarie sulla sessualità che tengono l’uomo legato ad un infelicità perenne , direi secolare, e che, adesso, la scienza della psicologia deve sdoganare.          
Questo problema tu,  da scienziato,da credente ma non bigotto,  lo devi affrontare, perché le creature di Dio ritrovino in una  libera espressione sessuale anche la realizzazione di loro stessi e in questa via, questi poveretti, possano trovare la vera felicità libera da complessi atavici nei confronti di questo Dio castigatore.”











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