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CONTRO_IL_BUDDISMOEstratto da :

CONTRO IL BUDDISMO - Il volto oscuro di una dottrina arcana

ROBERTO DAL BOSCO

(libro che questo sito consiglia per conoscere la vera natura del buddismo)

"Le letture del tantra promuovono lo stupro, la pedofilia, l'omicidio rituale, il suicidio rituale, un nazionalismo messianico di matrice apocalittica, e un contorno agghiacciante di pratiche in tutto e per tutto identiche a quello che in Europa chiamiamo magia nera, con tutti i suoi crismi: riti sessuali, rapporti pedofili, ingestione  di sostanze impure come il mestruo e gli escrementi, vergini deflorate sugli altari, cannibalismo, omicidio rituale, commercio coi demoni.
Il commento più importante al testo Kalachakra lo ha scritto il veneratissimo "santo" Naropa (951-1041) in un testo di capitale importanza, non vi sono molte traduzioni in circolazione.
In Italia è stata pubblicata -chi altri- dall'inevitabile Adelphi.
Il curatore del libro Raniero Gnoli, nella sua introduzione, fa cenno a certe pratiche inconvenienti del tantrismo: "pratiche diffuse e specialmente disgustose, atte più che altro a provocare stati allucinatori, erano quelle che si svolgevano in cimiteri e campi di cremazioni, che l'immaginazione popolare fingeva frequentati da più specie di spiriti famelici e terrificanti.Taluni di questi asceti [...] si spingevano perfino a cibarsi di carni corrotte, di viscere e cervella decomposte e a spalmarsi di escrementi di sangue". Gli avvertmenti continuano:"Queste  feste - leggiamo nell'Hevajara tantra devono essere tentute in cimiteri,  in boschi montani, in luoghi deserti o frequentati da non umani. I sedili dovranno essere nove, formati da cadaveri umani, da pelle di tigreo da stracci presi nei cimiteri."
In pratica si tratta di tratta di istruzioni per un sabba, di comandi non dissimili a quelli contenuti nei grimorii, i libri della magia nera medioevale europea.
"La paradossalità dell'insegnamento tantrico  si rivela  specialmente nei samaya o "impegni" [..] si insiste in diversi testi sull'opportunità di abituarsi alle cose più immonde, c ome cibarsi e spalamarsi di feci, bere urina e seme, assaggiare carne umana, di cane, di cavallo e di elefante, bere bevande alcoliche in teschi umani, meglio se di brahamni".
E' inutile difendersi dal pensiero dicendo che si  potrebbe trattare di un frangente marginale all'interno della tradizione tibetana: in varie cadenze, e in vari luoghi del pianeta, il Dalai Lama imbastisce titeniche iniziazioni al kalachakra ( in occidente è stata a New York, a Sidney, a Los Angeles, a Barcellona, a Graz) con migliaia di adepti o peggio, di semplici simpatizzanti che ricevono questa "benedizioni" senza nemmeno immaginare cosa vi si nasconda dietro.
Il valore sostanziale, magico, di questo rituale di massa è reso noto dallo stesso Dalai Lama: "Lo scopo dell'iniziazione è impiantare speciali semi karmici nella mente del discepolo." Appunto del seme (cioè dello sperma), del suo mistico uso della sua fantastica  ascesa verso la mente ci parla costantemente del tantra:"Non esiste peccato maggiore della mancanza di concupiscenza", dice il Budda al Re Sucandra nel Kalachakra  tantra, "non esiste maggiore del piacere, sicchè, o Re, devi applicare di continuo la mente al piacere immoto".

Dove per "piacere immoto" si intende la tecnica di ritenzione del seme e visualizzare l'immagine del Buddha, estendentesi a tutti e  tre i mondi, completamente"
Il Linga è per la tradizione indiana il fallo, o la sua rappresentazione scultorea diffusa nei templi shivaiti.
E' pregnante  l'uso di una tale terminologia per descrivere l'amplesso, che è il fulcro del rituale tantrico.
Ma anche in mancanza di possibilità di rapporto sessuale , vengono  date precisi comandi, con analoghe metafore mistiche: "Nel caso che non ci sia a disposizione una  donna,bisognerà agitare il vajra con il loto della propria mano, per aumentare il piacere, non allo scopo di emettere. La non emissione del seme scaccia la paura della morte".

L'ossessione antifecondativa-in tutto e per tutto una sorta di stregoneria onanista arriva persino ad immaginare amplessi non plausibili, ma comunque terrificanti, come quando Neropa racconta  di come "nell'unione, in sogno, con la figlia di una donna sterile- figlia quindi mai nata può provarsi piacere"

 


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